sabato 1 giugno 2013

Aspettando l'estate: i falsi miti della tintarella

Una scottatura solare è sempre sgradevole e pericolosa. Tuttavia, secondo gli ultimi studi, i  benefici che derivano dall'esposizione al sole sono maggiori dei rischi, tanto che gli esperti parlano di rivedere i consigli che vengono impartiti alle persone prima di un bagno di sole. Aspettando l'estate, ecco le ultime novità e soprattutto un piccolo elenco di false credenze e di "bufale" da sfatare prima di dedicarsi anima e corpo alla tintarella








Innanzi tutto è bene ricordare che nel 2012, sono 11mila gli italiani che si sono ammalati di melanoma, un tumore che ha fatto registrare 1.700 decessi.  Oltre la metà dei nostri connazionali si scotta al sole (54%). Dunque, prima di sbarazzarci degli ultimi indumenti pesanti e indossare il costume da bagno, meglio fare chiarezza sui criteri per un'abbronzatura più sicura. I consigli vengono da Gianmarco Tomassini, coordinatore nazionale dell'Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi). 




LETTINI SOLARI- non preparano la pelle alla tintarella proteggendola dalle scottature perché emettono solo raggi ultravioletti A mentre il sole "spara" anche gli Uvb. Per la stessa ragione non è vero che fare una lampada aiuta a sintetizzare la vitamina D. Inoltre, questi apparecchi comportano una serie di rischi, tanto che un decreto ministeriale del 2011 ha vietato l'uso di lettini ai minori e ad altre categorie a rischio.
VITAMINA  D – E' vero che spalmarsi di una crema con protezione da +30 a +50 ne impedisce la sintesi: tuttavia, spiega Tomassini, "uno dei professori che ha meglio studiato la vitamina D al mondo, Scott di Philadelphia, dice che per sintetizzare la vitamina D bastano 3 esposizioni a settimana di 15-20 minuti l'una che interessano viso e dorso delle mani". Difficilmente, dunque, la protezione causa ipovitaminosi.
PELLE SCURA – Non è vero che non ha bisogno di protezione. Anche se è meno a rischio "sulla pelle ci sono delle proteine strutturali che tendono a rovinarsi in presenza di dose eccessiva di calore, causando invecchiamento. Le rughe arrivano prima", conclude Tomassini.
AUTOABBRONZANTI – servono a stimolare solo una reazione chimica sulla pelle che non protegge da raggi del sole. In pratica creano solo uno stimolo colorato di breve durata.  Più utili sono gli integratori che aiutano a diminuire la quota di radicali liberi. 
VETRI E NUVOLE – I vetri bloccano i raggi Uvb, ma fanno passare tutti gli Uva. Quando poi il cielo è velato, , passa circa il 98% dei raggi, a cui si aggiunge tutta l'irradiazione del suolo: la neve riflette fino all'82%, la sabbia il 17%, l'acqua il 5%, l'erba il 3% e persino il cemento riflette un 3% dei raggi. 
NEI – Non basta preoccuparsi dei nei di vecchia data: la pelle va protetta nella sua interezza, perché il melanoma può anche nascere dalla pelle sana. "Un 75% dei melanomi - prosegue il dermatologo - nasce da melanociti che stanno sotto la pelle sana. Solo il 25% nasce da un neo pre-esistente".

Con tutto ciò, l'esposizione ai raggi solari è benefica, soprattutto per chi soffre di ipertensione: i raggi Uv fanno infatti diminuire la pressione sanguigna e il rischio associato di attacco cardiaco e infarto.
Sono questi i risultati di una ricerca scozzese presentata all'International Investigative Dermatology Conference a Edimburgo. 
I ricercatori dell'ateneo scozzese sono giunti a queste conclusioni dopo aver controllato la pressione di 24 volontari, sottoposti prima ad una seduta con lettino Uv e a raggi solari, q in seguito ad una seconda seduta simile alla prima, salvo che in questo caso i raggi Uv erano stati bloccati, per valutare se l'eventuale variazione pressoria fosse data dal calore. Dopo la prima sessione gli scienziati hanno registrato una significativa diminuzione della pressione dei partecipanti per tutta l'ora successiva all'esposizione, fenomeno che non si è verificato dopo la seconda sessione. Via libera alla tintarella, dunque, ma con giudizio e sempre protetti da creme, cappellini e occhiali da sole.  

TGCOM 24

Giovanni Falcone, un gentiluomo siciliano. Ci sono uomini che con la loro semplicità sono riusciti a penetrare nel cuore di milioni di persone

Ci sono uomini che con la loro semplicità sono riusciti a penetrare nel cuore di milioni di persone, trasmettendo un sublime senso di rispetto ed onore che rimarranno indelebili e che nulla potrà mai cancellare. Invero, ci sono stati e ci sono altri uomini che nonostante la prosopopea dei loro atti, ingigantiti dalla presunzione di rappresentare il centro del mondo, non trovano cittadinanza nell'animo delle persone oneste.
Giovanni Falcone, non l'uomo ma l'Uomo è stato colui, come Paolo Borsellino, che di certo ha avviluppato i cuori della stragrande popolazione italiana. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, e il privilegio di cibarmi della sua stima e fiducia. Insieme, abbiamo vissuto momenti felici e momenti tristi, ma mai abbiamo avuto il benché minimo tentennamento di “mollare” la nostra determinazione di combattere il cancro che attanagliava e tuttora attanaglia il nostro Paese, Cosa nostra!
Falcone, Uomo mite, buono, intelligente e con una carica umana che pochi uomini possono vantare di avere. Durante la nostra intensa attività, iniziata agli inizi degli anni 80 e culminata qualche mese prima di trasferirsi a Roma, non perdemmo la speranza di avere una Sicilia, una Palermo, libere da condizionamenti mafiosi. Ma purtroppo altri, vigliacchi, fecero il possibile per non far realizzare le nostre attese. Giovanni Falcone è stato l'Uomo più odiato, offeso, denigrato e non solo dai mafiosi, ma anche da una classe politica e dai suoi stessi colleghi. Non vi è alcun dubbio che l'opera di Giovanni Falcone ha dato la stura a risentimenti di una parte di Magistrati di Palermo. La lettera del “corvo” è stata la testimonianza di un acredine verso Falcone che non ha trovato uguali. La gelosia e la riconosciuta impotenza intellettuale dei suoi denigratori, non hanno consentito a Falcone di sedersi in quello scranno che per naturali eccelse qualità d'inquirente di razza, gli spettava.
Domani 18 maggio, ricorre l'anniversario della sua nascita, chissà quanti detrattori penseranno di rivolgergli un pensiero? Chissà cosa penseranno Brusca Giovanni, che azionò il pulsante del telecomando o Salvatore Riina che festeggiò brindando la riuscita della strage? A voi mafiosi tutti, che pensavate di essere i padroni della Sicilia, a voi politici che avete tratto linfa da Cosa nostra, dico che non siete stati e non sarete degni di essere considerati uomini d'onore, come invece lo era l'Uomo Falcone.
E, tutti coloro che hanno fatto a gara per delegittimare l'operato di Falcone, addirittura sbeffeggiandolo e accusandolo di essersi “venduto” alla politica per aver accettato l'incarico a Roma, oggi tacciano per favore! E mi spiace che taluni, indossino, ingiustamente i panni di mestieranti dell’antimafia post Falcone e Borsellino e Chinnici.

Il mio affetto verso Giovanni Falcone è noto, il mio affetto lo dimostro ogni qualvolta mi reco a trovarlo e prego innanzi alla sua tomba. Io, non dimenticherò mai l'ultimo nostro incontro: passeggiamo e parlammo senza profferire parole, era il nostro modo di comunicare. Parlarono i nostri cuori in ricordo degli amici che i beceri mafiosi ci tolsero anzitempo. Era felice quel giorno, era il suo ultimo interrogatorio di due mafiosi, credo di Villabate, condotto con la stessa determinazione e umanità di sempre: era in procinto di trasferirsi a Roma.
Giovanni Falcone ha saputo scardinare i “santuari” di Cosa nostra, ha rotto alleanze, ha rotto regole consolidate e non scritte di Cosa nostra: ha avuto l'intelligenza di “trattare” con umanità coloro che sono divenuti collaboratori di giustizia, in alcuni casi io, sono stato testimone silente ma pronto a “parlare” con la macchina da scrivere.
Giovanni Falcone: galantuomo siciliano che l'Italia non meritava di perdere prematuramente. 

PIPPO GIORDANO

Le case farmaceutiche che creano nuovi malati. Allucinante !!

LE CASE FARMACEUTICHE SONO ORMAI TALMENTE SCHIAVE DEL DENARO che il loro obiettivo non è più curare le persone ma rendere le persone malate per poterle poi curare.Il mistero delle case farmaceutiche e il rapporto tra farmaci in commercio e malattie esistenti.Ultimamente si producono sempre più spesso farmaci, test diagnostici o apparecchiature mediche. Alcuni di questi hanno un gran valore terapeutico, molti sono solo delle copie di farmaci già esistenti o nuove fantasiose sperimentazione per malattie immaginarie. In commercio vi sono oltre 12000 specialità farmaceutiche, ma non esiste un numero sufficiente di malattie per giustificare l’esistenza di tanti medicinali. La maggior parte di essi, probabilmente, servono a combattere gli effetti di altri farmaci.
LA FORZA DEI MASS MEDIA A FAVORE DELLE CASE FARMACEUTICHE 
In questi ultimi anni stiamo assistendo sempre di più alla diffusione da parte dei mass media di messaggi di paura che, quando vengono adeguatamente analizzati, si rivelano non solo ingiustificati, ma addirittura appositamente creati e gonfiati secondo un piano prestabilito. Oggi la gente è seriamente terrorizzata: le malattie o semplicemente i piccoli disturbi, sono diventati preoccupazioni all’ordine del giorno. I media bombardano giornalmente i poveri uomini di questa terra con notizie allarmanti di pandemie, epidemie, contaminazioni, facendogli credere che potrebbero essere affetti da chissà quale malattia mortale.Non è cambiata la salute della gente, ma il modo in cui viene percepita Al giorno d’oggi i disturbi fisici e mentali sono aumentati, il che non è dovuto ad un cambiamento della gente, o ad un aumento dei pericoli, è solo una questione di paura, fomentata attraverso i mezzi d’informazione. Ora anche la più semplice influenza diventa rischiosa. Ed eccoci così pronti ad acquistare vaccini che ci rassicurano. Ma ci siamo chiesti il motivo di quest’aumento delle patologie? Perché oggi un bambino molto vivace è definito come affetto da sindrome da deficit di attenzione? O la timidezza è diventata un disturbo sociale ansiogeno? Perché semplici modi di essere sono diventati rischiosi? Forse dietro tutto questo c’è qualcuno che dice di lavorare per il bene comune, ma la realtà è che lavora per il proprio bene.
LE COLPE DELLE CASE FARMACEUTICHE E DI COLORO CHE LE SOSTENGONO
Le case farmaceutiche sono le sole responsabili, affiancate e sostenute ovviamente da governi e organizzazioni malavitose, che deliberatamente pensano a gonfiare le proprie tasche, infischiandosene della povera gente che si fida di loro. È solo una questione di soldi e interessi, nient’altro. Non importa se si fanno vaccini inutili, e a volte pure rischiosi, non importa se si cura il cancro con chemioterapia e radioterapia, entrambe cure (se così possiamo chiamarle), che nella stragrande maggioranza dei casi indeboliscono e infine uccidono la gente. A questi uomini di potere non importa. L’uomo di oggi dorme un sonno profondo.L’uomo di oggi dovrebbe cominciare a rendersene conto, dovrebbe svegliarsi, aprire gli occhi, pensare e capire che ciò che viviamo, molto spesso, è un condizionamento dei media a favore delle case farmaceutiche. Non siamo nemmeno più liberi di essere in salute e non siamo nemmeno liberi di essere malati. Attraverso la ragione e il buon senso potremmo vivere una vita tranquilla, lontana e indisturbata da paure inesistenti.
Curiosity

Mangiare cioccolato aiuta a dimagrire!

I sogni son desideri di felicità, così come la notizia che il cioccolato se mangiato quotidianamente aiuta a perdere peso! Sembra un controsenso ma in realtà degli studi scientifici lo confermano! Finalmente una buona notizia!
Uno studio dell’University of California, pubblicato sull‘ Archives of Internal Medicine, ha scoperto che mangiare cioccolato quotidianamente non solo combatte l’ipertensione arteriosa grazie agli antiossidanti che inibiscono l’effetto negativo dei radicali liberi, ma aiuta anche a perdere peso: le persone che lo consumano tutti i giorni sono infatti generalmente più magre di chi se lo proibisce. Nonostante sia molto calorico, il cioccolato contiene dei grassi che favoriscono la perdita di peso. Un controsenso che però viene accolto come una buona notizia, un’ottima notizia soprattutto per le golose che vogliono stare attente alla linea.

Ecco le parole con cui Franca Rame sponsorizza Gino Strada quale premio Nobel per la pace. Bellissime !!

“Gino ci ha mostrato la guerra dal sotto, non dai 10000 metri degli aerei che sganciano le bombe o dai 3000 km delle navi che lanciano i missili. Ci ha mostrato che le bombe intelligenti poi così tanto intelligenti non sono, che gli attcchi chirurgici sui bersagli a volte, troppe volte, sbagliano e colpiscono i villaggi, le case, le scuole con dentro persone inermi, come me, come te. Ci racconta di bambini che saltano in aria mentre giocano nei prati, per le strade…. Ci dice che una guerra, per quanto tecnologica, è e rimane sempre e solo un fottutissimo sterminio!!!”
Ogni volta che la guerra si porta via una vita umana e’ una sconfitta, per tutti, perche’ ha perso l’umanita’, perche’ si e’ persa umanita’.
L’umanita’ potra’ avere un futuro solo se verra’ messa al bando la guerra, se la guerra diventera’ un tabu’, schifoso e rivoltante per la coscienza e per la ragione.
Franca Rame

Maternità, una guida per diventare madri. E rimanere (anche) donne

Una guida agli aspetti emotivi e pratici del diventare madre, che rompe gli schemi che rendono la maternità un percorso omologato e protetto, avvolto da una mistica spesso soffocante. L’ultimo libro di Elisabetta Ambrosi (già autrice di ‘Non è un paese per giovani’, ‘Inconscio ladro! Malefatte degli psicoanalisti’ e ‘Chi ha paura di Nichi Vendola?’), dal titolo MAMMA A MODO MIO , demolisce molti degli stereotipi che ancora gravano sulla maternità. E indica, attraverso consigli e suggestioni, come percorrere la strada di un figlio senza tradire i propri desideri e inclinazioni. Perché, come suggerisce l’autrice, in tema di maternità non dovrebbero esistere strade predefinite o “migliori”. Invece le ingerenze esterne, i modelli, le richieste sono spesso schiaccianti.

Dal libro emerge che diventare mamma in Italia è un’esperienza che sottopone ancora a molte pressioni. Quali sono?L’immagine-aspettativa della madre perfetta resta forte. Si è solo trasferita su aspetti diversi rispetto al passato: non più, magari, lenzuola stirate ad arte, ma una gravidanza perfettamente salutista, un allattamento al seno molto prolungato, uno svezzamento biologico con pappe fatte in casa. Tutte cose buone, ma che finiscono per gravare esclusivamente sulle donne.
In più parti del testo si fa riferimento all’eccessiva medicalizzazione della gravidanza.
Non vorrei essere fraintesa: l’attenzione che oggi si dà all’alimentazione e ai controlli necessari è positiva. Ma siamo arrivati a un eccesso di diagnosi precoce e soprattutto, direi, di ansia intorno alla diagnosi e alla protezione, mentre l’aspetto emotivo spesso viene messo in secondo piano. Soprattutto si raccomanda alla donna di “non fare”, mentre la gravidanza è un momento di straordinaria possibilità. Che troppo spesso invece culmina, tra l’altro, in un parto cesareo non richiesto, di cui in Italia si abusa.
Anche il post gravidanza è problematico e la fatica ricade spesso quasi esclusivamente sulla donna. Perché il ruolo della mamma è ancora così sbilanciato rispetto a quello del padre?
Il problema è oggi al tempo stesso culturale e strutturale. Anche se oggi i padri fanno molto di più rispetto al passato, l’idea di una condivisione davvero paritetica è lontana anni luce e la donna è ancora vista come la principale portatrice di cura. È sempre la mamma ad allontanarsi dal lavoro, ad allattare e a svezzare il bambino, spesso in una situazione di solitudine e di stanchezza terribili. Questo schema viene confermato, in una spirale perversa, dal modo in cui è costruito quel poco welfare che c’è, e che spinge a proteggere il lavoro dipendente “forte”, cioè quello che produce più reddito, che nella gran parte dei casi è quello del marito. L’assenza di servizi e di asili fa il resto.
Come viene vissuto questo dalle donne?
Alla fine, credo, anche se nascosto, c’è sempre un senso di sconfitta: o si resta a casa senza lavoro con i bimbi, con tante capacità e aspirazioni frustrate o, se si lavora, si finisce dentro una morsa infernale di doppia fatica, che non lascia quasi nessun margine di libertà.
Come cambiare la situazione?
Non è semplice. La crisi ha finito per aggravare questo schema e arrestare la tendenza leggermente virtuosa, ma fragile, degli anni ’90 e 2000, cioè l’aumento dell’occupazione femminile e dei servizi. Gli echi del dibattito americano sulle donne in carriera che a un certo punto per scelta tornano a casa, perché dicono: “Il nostro modello non è quello, quel potere non ci appartiene” – considerazione vera e giusta – da noi paradossalmente finiscono per diventare una sorta di consolazione ideale-ideologica per quelle che sono a casa. Quasi sempre non per scelta. Ma in ogni caso, ci tengo a sottolineare, avere un figlio resta un’esperienza indimenticabile, che fa nascere nuove motivazioni e spinte vitali.
Come fare per trovare aiuti o supporti al di là del proprio partner?
Nel libro insisto molto sul concetto di condivisione, che ai tempi della crisi rappresenta l’unica strada percorribile. Aprire la famiglia all’esterno, chiedere aiuto con intelligenza, tatto e gratitudine a parenti ma anche ad amici, con o senza figli. Inventarsi nuovi modi per dividere la fatica, magari mettendo più bambini insieme con una sola babysitter. E, al tempo stesso cercare, come di fatto già avviene, nuovi modi di lavorare, magari più faticosi e senza garanzie rispetto al passato, ma sempre preziosissimi. Non possiamo privare il mondo là fuori, quello pubblico, della nostra presenza e del nostro valore. Sarebbe una tragedia!
DONNE DI FATTO, IL FATTO QUOTIDIANO 

Personaggi famosi che fanno uso di anabolizzanti, ecco le vittime... Le esilaranti immagini di attori, cantanti, del presidente Obama e di personaggi famosi, tutti con un fisico da bodybuilder

Avete mai immaginato un mondo dove ognuno ha un corpo da bodybuilder? Le esilaranti immagini photoshoppate sono state create per mostrare come le celebrità potrebbero apparire se avessero passato tutto il loro tempo libero a fare palestra e pesi. I volti di attori famosi come Johnny Depp, Charlize Theron e Gwyneth Paltrow sono stati messi su fisici scultorei per un concorso online.
Le immagini sono state create per il concorso “Celebrity Steroids” sul sito worth1000.com. Decine di immagini sono già state caricate nel sito tra cui Will Smith, George Clooney, Morgan Freeman, il Dottor House e Meryl Streep. Altri personaggi famosi fotoritoccati da bodybuilder includono il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la First Lady Michelle. Troviamo anche il ferreo cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin.
Queste sono solo alcune delle immagini caricate sul sito ma rendono perfettamente l’idea del tema del concorso online su worth1000.com