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lunedì 3 giugno 2013

Le proprietà benefiche del caffè verde... Caffè verde come brucia grassi!

Il caffè, utilizzato per le sue virtù toniche ed energetiche, rappresenta la bevanda più consumata al mondo. Attraverso il processo di tostatura o torrefazione, i semi di caffè perdono svariate sostanze nutritive che vengono degradate dall’alta temperatura. Il caffè verde e quello tostato hanno in comune solo l’effetto stimolante dovuto alla caffeina. 
Il caffè verde contiene molte sostanze antiossidanti, tra cui la più conosciuta e abbondante è l’acido clorogenico, potente antiossidante naturale che può proteggerci dall’azione di sostanze tossiche e mutagene. L’azione del caffè verde che interessa di più è sicuramente quella dimagrante, infatti esso possiede un effetto "brucia-grassi", cioè promuove l’utilizzo dei grassi come “combustibile” per produrre energia. 
Oltre agli effetti tonici e dimagranti, il caffè verde possiede diverse altre proprietà benefiche che lo rendono unico. Infatti, risulta utile anche per aumentare le performance atletiche riducendo la stanchezza e l’affaticamento, possiede un’azione cardiotonica, promuove la digestione e favorisce la diuresi e ildrenaggio dei liquidi corporei.  
TISCALI

sabato 1 giugno 2013

Patatine fritte, svelato segreto... perchè creano dipendenza!

Una tira l'altra. Anche se si è pieni e l'appetito è ormai scemato. Le patatine fritte sono tra i cibi che seducono di più.

Una condizione ribattezzata come iperfagia edonica, ovvero quando si mangia per puro piacere. Ora, uno studio dell'università di Erlangen-Nureberg (Germania) ha svelato il segreto scientifico alla base di questa condizione utilizzando i topi da laboratorio. Lo studio è stato presentato a New Orleans durante il congresso dell'American Chemical Society e pubblicato sulla rivista PlosOne.

«Svelare i processi alla base dell'iperfagia edonica, un fattore chiave per l'epidemia di sovrappeso e obesità che colpisce molti Paesi - afferma Tobias Hoc, autore della ricerca - può aiutarci a migliorare le terapie nutrizionalità».

Il team di ricerca ha alimentato un gruppo di topi con una dieta standard. Un altro con prodotti ricchi di grassi, amidi e sali mediamente presenti nelle patatine. E, infine, l'ultimo con un menù a base solo di patatine. Grazie ad una risonanza magnetica hanno verificato, rispetto all'assunzione dei diversi cibi, la risposta cerebrale legata al sistema del piacere e della ricompensa (gli stessi della dipendenza). Le patatine fritte hanno scatenato «un inarrestabile desiderio nei topi». 

L'esperimento ha dimostrato che gli animali alimentati con una dieta ricca di grassi e amidi ricca di calorie non erano golosi come quelli che mangiavano solo le patatine. «La risonanza - aggiunge il ricercatore - ha dimostrato che in questi topi i centri nervosi della ricompensa e del piacere si attivano in modo molto più deciso rispetto a quanto avviene con gli altri regimi alimentari, spingendo gli animali a cercare le patatine fritte».

leggo

Gelato? Una coppetta e torna il buonumore

 Alimento simbolo della bella stagione, il gelato è l’alimento estivo preferito dagli italiani. Valido alleato contro l’umore, secondo il 73% degli psicologi e nutrizionisti, il gelato offre a chi lo mangia sorprendenti
benefici psichici e psicologici.E' appurato che gustarsi un buon gelato trasmette piacere psicofisico (31%), fa tornare all'infanzia (27%) ed emoziona (24%). 

Probabilmente per via di questo improvviso piacere che scaturisce in chi lo mangia o per la sua bontà , secondo una stima elaborata dall’Istituto del Gelato Italiano (Igi), sulla base di dati forniti dall’Associazione delle industrie dolciarie italiane (Aidi), sono 25 milioni i nostri connazionali che, tra giugno e settembre, mangeranno il gelato 2 o 3 volte alla settimana. Dieci milioni, invece, i consumatori quotidiani. Tutti insieme consumeranno circa 125 milioni di kg di gelati alla frutta e alle creme, per una media di 2,5 kg a testa.

E per chi chi deve fare i conti con la bilancia? Il gelato si puù consumare anche nei regimi alimentari più rigorosi e molti nutrizionisti e dietologi lo includono nella dieta. Ma attenzione a non esagerare. In particolare, ci sono piccoli accorgimenti che ci consentono di non eliminarlo dall’alimentazione quotidiana.

Per esempio meglio il gelato alla frutta che alle creme: due palline di gelato artigianale alla frutta (circa 80 grammi) possono apportare dalle 120 alle 180 calorie, mentre la stessa quantità  di creme può raggiungere le 300 calorie. Altro consiglio dei nutrizionisti: se il desiderio di gelato è incontenibile, onde evitare sensi di colpa con la bilancia, basta sostituire il gelato ad uno dei pasti, garantendo al contempo una buona dose di proteine, vitamine e minerali al nostro organismo.

leggo 

Ecco come ci stanno avvelenando con le sostanze che comunemente usiamo. E nessuno ci avverte !!

L’OGETTIVITA’ DEL METODO SCIENTIFICO sembra essere stata dirottata da corporazioni che spesso pagano ricercatori e scienziati per sostenere i loro prodotti, così come i politici che si muovono attraverso la porta girevole tra il settore pubblico e privato. Come se ciò non bastasse, a volte le agenzie di tutela dei consumatori si rendono loro complici..La fiducia dei consumatori negli studi scientifici e nelle commissioni di controllo che dovrebbero tutelare,  è stata violata a favore del profitto, autorizzando l’introduzione sul mercato di prodotti con uno standard di sicurezza ridotto, a scapito dei consumatori. Le sostanze chimiche sintetiche che quotidianamente ingeriamo mangiando e che troviamo presenti nei nostri alimenti, nell’acqua e nell’ambiente sono sempre in aumento, dimostrandosi pericolose per il nostro fisico e benessere mentale. Alcuni esperti di medicina e di medicina alternativa, hanno documentato i raggiri utilizzati per ingannare i consumatori minacciandone la salute. Le categorie di seguito sono il frutto di un’approfondita investigazione, e sono solamente alcuni  esempi di quella che si potrebbe definire come bombardamento chimico continuo nei nostri confronti.
ALIMENTI OGM- ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI.
La Monsanto iniziò come un’azienda chimica che portò nel mondo veleni come l’”Agent Orange” e “Roundup”. Oggi sono meglio conosciuti per il loro utilizzo nell’agricoltura e nello specifico nella coltivazione di alimenti geneticamente modificati, i quali sono in possesso di quasi il 90% dei prodotti geneticamente modificati come il mais, soia e cotone. Uno studio indipendente sui “Frankenfood” li ha associati al collasso degli organi interni e un recente studio condotto in Russia ha concluso la totale sterilità nei criceti di terza generazione, nutriti con soia OGM. Nonostante queste e molte altre legittime preoccupazioni per la salute, è improbabile che la Monsanto che controllato l’FDA, ridurrà la produzione degli OGM, fino a quando l’USDA avrà 3 milioni di dollari a sua disposizione. Ovviamente gli studi effettuati nel settore dimostrano che gli effetti degli alimenti OGM sulla salute umana sono “trascurabili”.

GLI ADDITIVI ALIMENTARI
Quando la maggior parte di noi pensa agli additivi alimentari nocivi, si pensa al Glutammato Monosodico (MSG) che è ancora presente in molti prodotti alimentari industriali, ma purtroppo per noi, l’MSG sembra essere il veleno meno preoccupante e meno pericoloso che oggi possiamo trovare nel nostro cibo. Nel 2008 è stata trovata Melamina nel latte in polvere e in alcuni prodotti alimentari provenienti dalla Cina; l’FDA ha continuato a dichiarare che la sostanza è innocua, nonostante le migliaia di persone che si ammalarono. Gli additivi alimentari sono pericolosi e purtroppo sono presenti in quasi tutti gli alimenti preparati con i coloranti alimentari più comuni come il rosso 40 , Giallo 5 e 6 che sono stati dichiarati essere collegati all’insorgere di malattie come il cancro. Recentemente (92.000 libbre) di polli surgelati sono stati ritirati dal mercato perché contenevano ”pezzi di plastica blu”, mentre nei McDonald’s Chicken McNuggets sono stati trovati pericolose sostanze chimiche. Infatti, alcuni ricercatori stimano attualmente che il pollo è così pieno di sostanze chimiche che contiene solamente il 51% di carne effettiva.
FLUORO
Non tutti fluoro nuoce ovviamente, come quello promosso dai dentisti e aggiunto alla nostra acqua e alla nostra alimentazione. Il fluoruro di calcio è un minerale naturale, mentre la sua controparte sintetica, il fluoruro di sodio (Silicofluoride), è un di tipo di scarto di sostanza industriale pericoloso che si ottiene durante la produzione di fertilizzanti. La sua storia passata include l’impiego di tale sostanza come veleno per topi e insetticida. Ci sono molti studi che dimostrano come il fluoruro di sodio venga accumulato nel organismo, portando allergie, disturbi gastrointestinali, indebolimento delle ossa, cancro e problemi neurologici. In questo caso, l’EPA’s Union (un gruppo di scienziati) ha pubblicato uno studio (white paper) che condanna la fluorizzazione dell’acqua potabile. Inoltre, come prodotto di scarto oltre che a essere pericoloso, è estremamente costoso da smaltire.E forse per tale motivo (e non solo), questa sostanza inquinante altamente tossica più del piombo e quasi alla  pari all’arsenico, viene usata per l’utilizzo umano.

MERCURIO
Si tratta di un metallo pesante pericoloso nella sua forma naturale, il mercurio vivo, ma motlo di più come neurotossina, il Metilmercurio , rilasciato nell’ambiente dalle attività umane.In entrambe le forme organiche e inorganiche, il mercurio danneggia il sistema nervoso, in particolare quello in via di sviluppo dei feti. Esso penetra in tutte le cellule vive del corpo umano, ed è stato  documentato che aumenta il rischio di autismo nei bambini. Questo mette in discussione l’uso del mercurio in otturazioni dentali, vaccini e qualsiasi cosa che contenga sciroppo di fruttosio di mais usato frequentemente nella dieta americana, compresi gli alimenti per bambini. Ma l’Associazione di Raffinatori del Mais naturalmente supporta e difende questa sostanza chimica che è “pericoloso, a qualsiasi livello.”(Il Mercurio è stato vietato addirittura nei termometri, ma è presente nei vaccini dei bambini, ndr)

ASPARTAME
Il re dei dolcificanti artificiali è stato immesso nel mercato nel 1981, dal commissario statunitense della Food and Drugs, Arthur Hull Hayes, ignorando i suggerimenti dell’FDA e le preoccupazioni dei consumatori. L’aspartame è una neurotossina che interagisce con organismi naturali, così come i farmaci di sintesi, producendo una vasta gamma di patologie e sindromi comprovati.La domanda sorge spontanea: “Chi ha eletto questo commissario che diede l’assenso, contro il parere gli scienziati e dei consumatori?” Donald Rumsfeld, amministratore delegato di GD Searle, uno dei maggiori produttori di aspartame. Rumsfeld era nella squadra di transizione di Reagan e il giorno seguente al suo insediamento, nominò il nuovo commissario dell’FDA, al fine di “difendere i propri interessi” con uno dei casi più eclatanti di “profitto contro la sicurezza dei consumatori” mai registrato.L’aspartame è ormai quasi onnipresente, nei prodotti senza zucchero e negli alimenti in generale come ad esempio bevande, prodotti farmaceutici e anche prodotti per bambini.Di recente è stato ribattezzato “AminoSweet”.

PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE E COSMETICI
Gli oggetti domestici di uso quotidiano e i prodotti cosmetici vengono applicati direttamente sulla pelle e assorbiti attraverso la cute e anche per via inalatoria. ”La storia dei cosmetici” è un video animato che racconta la storia inquietante di quello che sta dietro a questo mercato dei cosmetici, violazioni industriali e delle leggi con l’ausilio di gruppi “per la pubblica sicurezza”, raccontando però solo la metà della storia L’elenco dei prodotti comuni e dei loro componenti chimici è enciclopedico.La somma totale della presenza opprimente di queste sostanze chimiche è stata associata a quasi ogni allergia, afflizione cronica e malattia conosciuta dall’uomo. Più di recente i prodotti per la pulizia sono stati associati al cancro al seno e l’ADHD nei bambini.
INQUINANTI ATMOSFERICI
In un articolo della NASA dal titolo “Gli inquinanti aerotrasportatori non conoscono confini”, è stato dichiarato che “Qualsiasi sostanza immessa nell’atmosfera ha il potenziale per stravolgere la Terra.” Le corrente d’aria collegano tutte le parti del mondo. C’è una categoria di inquinamenti atmosferici che rimane come “teoria della cospirazione”, nonostante siano stati resi pubblici una serie di voluminosi documenti non classificati dal 1977 da un’udienza del Senato: (Chemtrails) Scie chimiche, sia da velivoli privati che commerciali. Le recenti ammissioni da parte di funzionari pubblici rafforzano il caso. Il materiale rilasciato dalle scie chimiche è stato testato e mostra livelli molto alti di bario e alluminio. Interessante notare che la Monsanto ha annunciato di recente lo sviluppo di un gene resistente all’alluminio. Le scie chimiche potrebbero sembrare paranoia, ma c’è un esempio attuale che è innegabile: il Corexit disperso sul petrolio nel Golfo del Messico.Questo processo di applicazione aerea può essere paragonato ad irrorazione, una pratica che noi già conosciamo che è andata avanti per quasi 100 anni. Anche le guerre sparse per il mondo sembrano interessare la qualità dell’aria a livello mondiale, come le munizioni militari e l’uranio impoverito che entrano nell’alta atmosfera, diffondendosi in tutto il pianeta. Gli effetti osservabili che produce l’uranio impoverito non sono per niente piacevoli. L’inquinamento atmosferico è stato associato alle allergie, alle mutazioni genetiche e all’infertilità. Tutto ciò determina, una gestione governativa e medico-scientifica della salute e dei diritti della persona. Quando ci si ammala a causa di prodotti chimici come quelli sopra indicati, la medicina ufficiale  tratta i disturbi e i sintomi con altre sostanze chimiche. Inoltre, alcune delle persone che ricoprono posti importanti del governo americano e del mondo accademico, come John P. Holdren, l’attuale direttore scientifico alla Casa Bianca, sostengono il “controllo della popolazione” tramite “particelle inquinanti”.Nel lontano 1977 nei libri come Ecoscience “la visione dell’umanità di Holdren” potrebbe fare riflettere e dovrebbe far sorgere una domanda: “c’è l’intenzionalità di avvelenarci e avvelenare il nostro ambiente?”.

Aspettando l'estate: i falsi miti della tintarella

Una scottatura solare è sempre sgradevole e pericolosa. Tuttavia, secondo gli ultimi studi, i  benefici che derivano dall'esposizione al sole sono maggiori dei rischi, tanto che gli esperti parlano di rivedere i consigli che vengono impartiti alle persone prima di un bagno di sole. Aspettando l'estate, ecco le ultime novità e soprattutto un piccolo elenco di false credenze e di "bufale" da sfatare prima di dedicarsi anima e corpo alla tintarella








Innanzi tutto è bene ricordare che nel 2012, sono 11mila gli italiani che si sono ammalati di melanoma, un tumore che ha fatto registrare 1.700 decessi.  Oltre la metà dei nostri connazionali si scotta al sole (54%). Dunque, prima di sbarazzarci degli ultimi indumenti pesanti e indossare il costume da bagno, meglio fare chiarezza sui criteri per un'abbronzatura più sicura. I consigli vengono da Gianmarco Tomassini, coordinatore nazionale dell'Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi). 




LETTINI SOLARI- non preparano la pelle alla tintarella proteggendola dalle scottature perché emettono solo raggi ultravioletti A mentre il sole "spara" anche gli Uvb. Per la stessa ragione non è vero che fare una lampada aiuta a sintetizzare la vitamina D. Inoltre, questi apparecchi comportano una serie di rischi, tanto che un decreto ministeriale del 2011 ha vietato l'uso di lettini ai minori e ad altre categorie a rischio.
VITAMINA  D – E' vero che spalmarsi di una crema con protezione da +30 a +50 ne impedisce la sintesi: tuttavia, spiega Tomassini, "uno dei professori che ha meglio studiato la vitamina D al mondo, Scott di Philadelphia, dice che per sintetizzare la vitamina D bastano 3 esposizioni a settimana di 15-20 minuti l'una che interessano viso e dorso delle mani". Difficilmente, dunque, la protezione causa ipovitaminosi.
PELLE SCURA – Non è vero che non ha bisogno di protezione. Anche se è meno a rischio "sulla pelle ci sono delle proteine strutturali che tendono a rovinarsi in presenza di dose eccessiva di calore, causando invecchiamento. Le rughe arrivano prima", conclude Tomassini.
AUTOABBRONZANTI – servono a stimolare solo una reazione chimica sulla pelle che non protegge da raggi del sole. In pratica creano solo uno stimolo colorato di breve durata.  Più utili sono gli integratori che aiutano a diminuire la quota di radicali liberi. 
VETRI E NUVOLE – I vetri bloccano i raggi Uvb, ma fanno passare tutti gli Uva. Quando poi il cielo è velato, , passa circa il 98% dei raggi, a cui si aggiunge tutta l'irradiazione del suolo: la neve riflette fino all'82%, la sabbia il 17%, l'acqua il 5%, l'erba il 3% e persino il cemento riflette un 3% dei raggi. 
NEI – Non basta preoccuparsi dei nei di vecchia data: la pelle va protetta nella sua interezza, perché il melanoma può anche nascere dalla pelle sana. "Un 75% dei melanomi - prosegue il dermatologo - nasce da melanociti che stanno sotto la pelle sana. Solo il 25% nasce da un neo pre-esistente".

Con tutto ciò, l'esposizione ai raggi solari è benefica, soprattutto per chi soffre di ipertensione: i raggi Uv fanno infatti diminuire la pressione sanguigna e il rischio associato di attacco cardiaco e infarto.
Sono questi i risultati di una ricerca scozzese presentata all'International Investigative Dermatology Conference a Edimburgo. 
I ricercatori dell'ateneo scozzese sono giunti a queste conclusioni dopo aver controllato la pressione di 24 volontari, sottoposti prima ad una seduta con lettino Uv e a raggi solari, q in seguito ad una seconda seduta simile alla prima, salvo che in questo caso i raggi Uv erano stati bloccati, per valutare se l'eventuale variazione pressoria fosse data dal calore. Dopo la prima sessione gli scienziati hanno registrato una significativa diminuzione della pressione dei partecipanti per tutta l'ora successiva all'esposizione, fenomeno che non si è verificato dopo la seconda sessione. Via libera alla tintarella, dunque, ma con giudizio e sempre protetti da creme, cappellini e occhiali da sole.  

TGCOM 24

Mangiare cioccolato aiuta a dimagrire!

I sogni son desideri di felicità, così come la notizia che il cioccolato se mangiato quotidianamente aiuta a perdere peso! Sembra un controsenso ma in realtà degli studi scientifici lo confermano! Finalmente una buona notizia!
Uno studio dell’University of California, pubblicato sull‘ Archives of Internal Medicine, ha scoperto che mangiare cioccolato quotidianamente non solo combatte l’ipertensione arteriosa grazie agli antiossidanti che inibiscono l’effetto negativo dei radicali liberi, ma aiuta anche a perdere peso: le persone che lo consumano tutti i giorni sono infatti generalmente più magre di chi se lo proibisce. Nonostante sia molto calorico, il cioccolato contiene dei grassi che favoriscono la perdita di peso. Un controsenso che però viene accolto come una buona notizia, un’ottima notizia soprattutto per le golose che vogliono stare attente alla linea.

Maternità, una guida per diventare madri. E rimanere (anche) donne

Una guida agli aspetti emotivi e pratici del diventare madre, che rompe gli schemi che rendono la maternità un percorso omologato e protetto, avvolto da una mistica spesso soffocante. L’ultimo libro di Elisabetta Ambrosi (già autrice di ‘Non è un paese per giovani’, ‘Inconscio ladro! Malefatte degli psicoanalisti’ e ‘Chi ha paura di Nichi Vendola?’), dal titolo MAMMA A MODO MIO , demolisce molti degli stereotipi che ancora gravano sulla maternità. E indica, attraverso consigli e suggestioni, come percorrere la strada di un figlio senza tradire i propri desideri e inclinazioni. Perché, come suggerisce l’autrice, in tema di maternità non dovrebbero esistere strade predefinite o “migliori”. Invece le ingerenze esterne, i modelli, le richieste sono spesso schiaccianti.

Dal libro emerge che diventare mamma in Italia è un’esperienza che sottopone ancora a molte pressioni. Quali sono?L’immagine-aspettativa della madre perfetta resta forte. Si è solo trasferita su aspetti diversi rispetto al passato: non più, magari, lenzuola stirate ad arte, ma una gravidanza perfettamente salutista, un allattamento al seno molto prolungato, uno svezzamento biologico con pappe fatte in casa. Tutte cose buone, ma che finiscono per gravare esclusivamente sulle donne.
In più parti del testo si fa riferimento all’eccessiva medicalizzazione della gravidanza.
Non vorrei essere fraintesa: l’attenzione che oggi si dà all’alimentazione e ai controlli necessari è positiva. Ma siamo arrivati a un eccesso di diagnosi precoce e soprattutto, direi, di ansia intorno alla diagnosi e alla protezione, mentre l’aspetto emotivo spesso viene messo in secondo piano. Soprattutto si raccomanda alla donna di “non fare”, mentre la gravidanza è un momento di straordinaria possibilità. Che troppo spesso invece culmina, tra l’altro, in un parto cesareo non richiesto, di cui in Italia si abusa.
Anche il post gravidanza è problematico e la fatica ricade spesso quasi esclusivamente sulla donna. Perché il ruolo della mamma è ancora così sbilanciato rispetto a quello del padre?
Il problema è oggi al tempo stesso culturale e strutturale. Anche se oggi i padri fanno molto di più rispetto al passato, l’idea di una condivisione davvero paritetica è lontana anni luce e la donna è ancora vista come la principale portatrice di cura. È sempre la mamma ad allontanarsi dal lavoro, ad allattare e a svezzare il bambino, spesso in una situazione di solitudine e di stanchezza terribili. Questo schema viene confermato, in una spirale perversa, dal modo in cui è costruito quel poco welfare che c’è, e che spinge a proteggere il lavoro dipendente “forte”, cioè quello che produce più reddito, che nella gran parte dei casi è quello del marito. L’assenza di servizi e di asili fa il resto.
Come viene vissuto questo dalle donne?
Alla fine, credo, anche se nascosto, c’è sempre un senso di sconfitta: o si resta a casa senza lavoro con i bimbi, con tante capacità e aspirazioni frustrate o, se si lavora, si finisce dentro una morsa infernale di doppia fatica, che non lascia quasi nessun margine di libertà.
Come cambiare la situazione?
Non è semplice. La crisi ha finito per aggravare questo schema e arrestare la tendenza leggermente virtuosa, ma fragile, degli anni ’90 e 2000, cioè l’aumento dell’occupazione femminile e dei servizi. Gli echi del dibattito americano sulle donne in carriera che a un certo punto per scelta tornano a casa, perché dicono: “Il nostro modello non è quello, quel potere non ci appartiene” – considerazione vera e giusta – da noi paradossalmente finiscono per diventare una sorta di consolazione ideale-ideologica per quelle che sono a casa. Quasi sempre non per scelta. Ma in ogni caso, ci tengo a sottolineare, avere un figlio resta un’esperienza indimenticabile, che fa nascere nuove motivazioni e spinte vitali.
Come fare per trovare aiuti o supporti al di là del proprio partner?
Nel libro insisto molto sul concetto di condivisione, che ai tempi della crisi rappresenta l’unica strada percorribile. Aprire la famiglia all’esterno, chiedere aiuto con intelligenza, tatto e gratitudine a parenti ma anche ad amici, con o senza figli. Inventarsi nuovi modi per dividere la fatica, magari mettendo più bambini insieme con una sola babysitter. E, al tempo stesso cercare, come di fatto già avviene, nuovi modi di lavorare, magari più faticosi e senza garanzie rispetto al passato, ma sempre preziosissimi. Non possiamo privare il mondo là fuori, quello pubblico, della nostra presenza e del nostro valore. Sarebbe una tragedia!
DONNE DI FATTO, IL FATTO QUOTIDIANO 

venerdì 31 maggio 2013

Non dite ai figli siete belli, li danneggia.

Dire al proprio figlio ''sei bello'' e riempirlo di complimenti sul suo aspetto fisico potrebbe fargli male, anzi malissimo. Addirittura ridurre in eta' adulta la sua autostima e causargli seri problemi psicologici. Lo ha detto il sottosegretario alle Pari Opportunita' britannico, Jo Swinson, che da tempo conduce una lotta serrata contro i ''falsi miti'' dell'immagine diffusi su media e pubblicita'.

Le parole di Swinson arrivano alla vigilia del lancio di un rapporto sulla campagna del governo riguardante l'aspetto fisico e l'autostima. Campagna che critica fortemente gli attuali canoni di bellezza che possono portare i piu' giovani al rifiuto del proprio corpo o anche a patologie come l'anoressia. Per evitare tutto questo si deve cominciare dai genitori e dal modo in cui trattano i loro figli. Secondo la sottosegretaria, infatti, le madri, in particolare, devono essere molto attente ogni volta che fanno apprezzamenti su quanto i figli siano belli o vestano bene e non mettere sempre l'accento sull'immagine.

''Molto meglio apprezzare la loro capacita' nel fare un puzzle, ad esempio, o tutte le cose che fanno di solito, oltre a premiare la loro curiosita' nel fare domande'', ha detto il politico. Non solo, secondo Swinson, che comunque non ha figli, i genitori dovrebbero anche evitare di parlare del proprio corpo ai loro figli. Una serie di dati mostrano la diffusione di problemi legati all'aspetto fisico. Un ragazzo su cinque, di eta' compresa fra i 10 e i 15 anni, non e' soddisfatto del suo corpo e il 72% delle ragazze pensa che venga data troppa attenzione al modo in cui le celebrita' femminili appaiono.

''Con questo non voglio dire che l'immagine sia da trascurare - ha aggiunto Swinson - e' molto importante se ad esempio si deve andare ad un colloquio ma non deve essere al centro di tutto''.

Il governo con la sua campagna sta cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica ma soprattutto i media su questo tema. Il sottosegretario ha di recente lanciato un appello alle riviste britanniche, inviando una lettera ai loro direttori, in cui chiedeva di dare sempre meno spazio alle diete per combattere il grasso e ai miti sul fitness. La Swinson si e' rivolta anche ai grandi magazzini britannici, come Debenhams e Marks & Spencer, invitandoli ad usare nelle loro pubblicita' immagini di modelle che il piu' possibile si avvicinassero alla ragazza comune.

ANSA

Colloquio di lavoro: ecco come presentarsi per essere al top

Andare ad un colloquio di lavoro genera vari interrogativi, soprattutto per quel che concerne le donne. Infatti, presentandosi di fronte ad un’azienda, la prima impressione è fondamentale. Si sa che l’abito non fa il monaco, ma è pur vero che non ci si può recare in tuta se si sta cercando un lavoro, soprattutto in questo periodo in cui il lavoro non c’è. Se avete quindi la fortuna di potervi far conoscere da un’azienda, non sprecate questa occasione. Ecco quindi alcuni consigli utili su come presentarvi di fronte ai selezionatori.
Il primo suggerimento è quello di avere un aspetto curato, ordinato, che dia di voi l’impressione di essere delle persone affidabili. Tirare su i capelli è un’ottimo consiglio, purché lo si faccia per bene. Potete ad esempio fare uno chignon, molto semplice ma allo stesso tempo elegante, essenziale, evitando strass tra i capelli, fiori e altri accessori che sarebbero perfetti per una serata con le amiche, ma non di certo se state cercando il lavoro della vostra vita.
Passando all’abbigliamento, potete optare per ilclassico tailleur, oppure abbinare un pantalone serio (evitate il jeans) o una gonna (anche a vita alta e non troppo corta) con una camicia, che può essere anche un po’ particolare e non necessariamente classica, purché non esageriate con la scollatura: ciò contribuirebbe a dare di voi l’impressione di voler puntare tutto sull’aspetto fisico. Anche una blusa va bene, e regolatevi anche in base alla temperatura esterna.
Per quanto riguarda le scarpe, potete puntare sulle ballerine, comode ma comunque professionali, o sul tacco, che però non deve essere eccessivamente alto, ma medio. In inverno le parigine sono perfette.
Optate per orecchini con perle e collane sobrie, senza eccedere.
Non dimenticatevi comunque di mettere il vostro stile in queste brevi indicazioni, per non risultare banali.

ultime notizie flash 

giovedì 30 maggio 2013

Esercizi addominali: esercizi per addominali alti e bassi... PANCIA PIATTA E TARTARUGA PER LA PROVA COSTUME

Per superare egregiamente la prova costume, che si fa sempre più vicina, avete bisogno di allenare i vostri addominali con esercizi addominali mirati da fare anche in casa, comodamente sdraiati sul pavimento di casa propria e in qualunque momento della giornata…
Vi sono molti tipi di esercizi addominali da poter fare a casa per allenare gli addominali, oggi ne presenterò due che servono a sviluppare sia la parte bassa sia la parte alta dell’addome, benchè la distinzione tra le due parti non è, come spesso si crede, una distinzione netta e reale, infatti, i muscoli addominali sono composti da una fascia unica che viene allenata Totalmente indipendentemente dalla tipologia di esercizi eseguiti.
Sono due gli esercizi da fare per sviluppare tutta la fascia addominale in modo uniforme, uno dedicato principalmente alla zona bassa e uno a quella alta, vediamoli insieme:
Esercizi addominali: Allenamento della parte alta
Sdraiatevi con la schiena sul pavimento portando le mani dietro la testa e piegando le ginocchia di 45 gradi, espirando alzate il busto sino a sollevare da terra le scapole, restate qualche secondo in tensione ed inspirando tornate alla posizione di partenza. Eseguite giornalmente 3 serie da 10/15 ripetizioni, intervallate da una pausa di circa un minuto.
Sdraiati con la schiena sul pavimento pOsizionando le braccia lungo i fianchi, piegate le ginocchia di circa 45 gradi ed alzate le gambe formando un angolo di 45 gradi con il busto, inspirando ritornate nella posizione iniziale.
Eseguire giornalmente 3 serie da 10/15 ripetizioni intervallate da una pausa di circa un minuto.
Il lavoro non è troppo difficile, ma richiede davvero una gran costanza. I muscoli addominali sono divisi in tre gruppi principali:
  • Retto dell’addominale
    Il muscolo in grado si favorire la flessione della colonna vertebrale e lombare, di inclinare il bacino e aiutare a mantenere la curvatura della spina dorsale inferiore
  • Trasverso 
    Si tratta di un profondo strato muscolare che sostiene tutta la struttura interna e gli organi dell’addome. Aiuta ad appiattire lo stomaco e viene coinvolto nella respirazione, nella minzione, nella defecazione e nel parto. Il traverso aiuta anche a sostenere la colonna vertebrale in alcuni esercizi.
  • Gli obliqui interni (IO) ed esterni (EO)
    Gli obliqui interni ed esterni corrono lungo il lato del ventre e aiutano a piegare e a ruotare ai lati il corpo, oltre ad assisterlo nella flessione del tronco. I muscoli obliqui esterni contengono una bassa percentuale di grasso corporeo.
    • Crunch Standard
    • Crunch inverso
    • Fitball crunch Seduto
    • Bicicletta
    • Addominali su panca inclinata
    • Sollevamento delle gambe
    • Curve laterali con manubri
    • Piegamenti del busto laterali
    • Piegamenti del busto in avanti
    • Esercizi con palla addominale
    Per quanto riguarda gli esercizi addominali per gli obliqui, una delle conclusioni più interessanti a cui sono arrivati recenti studi nell’ambito dell’allenamento dei muscoli addominali è che probabilmente non c’è bisogno di preoccuparsi troppo di allenarli con crunch laterali, torsioni o esercizi simili.
    In quanto sembra che siano attivati abbastanza bene ​​con esercizi addominali generici che attivano il retto addominale e che ne richiedono anche la stabilizzazione. L’instabilità è la chiaveSe gli obliqui lavorano per mantenere il corpo stabile, verranno azionati e il risultato sarà evidente. In sintesi:
    • Utilizzando e alternando diversi esercizi addominali si fornirà uno stimolo sufficiente per lo sviluppo di questi gruppi muscolari e si offrirà una  varietà di stimolazioni differenti.
    • Il crunch standard, il crunch inverso o la manovra della bicicletta, gli slanci con le gambe, o anche gli esercizi con la palla addominale, costituiscono  la maggior parte degli esercizi addominali di cui una persona avrà mai bisogno.
    Prima di fare gli esercizi addominali, occorre prendere delle precauzioni.
    Per prima cosa si consiglia di sottoporsi ad un rinforzo addominale per preparare i muscoli al lavoro. A tale scopo, si contraggono i muscoli addominali succhiandoli dentro, come se si prendesse un pugno nello stomaco. Inoltre, per aumentare l’intensità dell’allenamento e aggiungere dei pesi agli esercizi addominali, bisogna utilizzare una panca inclinata per motivi di sicurezza.  Se gli esercizi vengono svolti a terra, occorre tenere sempre la schiena sul pavimento e non fare forza sulla testa o sul collo.
    Gli esercizi per gli addominali non riducono il grasso del giro vita o la forma della stessa.
    Essa è determinata dalla genetica, dall’età e dal sesso. Detto questo, con gli esercizi appropriati, è possibile migliorare i muscoli addominali. I muscoli addominali reagiscono ad un allenamento di resistenza come farebbe qualsiasi altro gruppo muscolare. È possibile ottenere risultati soddisfacenti anche a casa, senza l’ausilio di alcuna attrezzatura. Si può anche lavorare gli addominali eseguendo una “inclinazione pelvica”, da seduti su una sedia. 
    Questo metodo può rafforzare gli addominali per una migliore postura e per sostenere la schiena. Le persone con addominali deboli trovano questo esercizio molto utile e facile da fare.
    Crunch StandardCoricati sulla schiena con le ginocchia piegate. Sollevate le spalle da terra e tirate le ginocchia verso il petto. Fingete di avere una palla sotto il mento in modo da non sforzare la testa. Salendo rimanete fermi per  2 secondi e impiegate altri 2 secondi per scendere.
    Reverse CrunchL’esercizio in questione fa lavorare la parte inferiore del muscolo addominale anteriore e anche gli addominali laterali. Sdraiatevi sulla schiena e piegate le ginocchia verso il petto, contraete i muscoli addominali e sollevate le anche dal pavimento e portare le ginocchia verso il petto.
    Crunch CombinatoIl movimento è lo stesso del crunch normale, ma l’obiettivo è la chiusura a ricciolo di gambe e braccia allo stesso tempo.
    Esercizi addominali con la pallaSi tratta di un ausilio usato dai fisioterapisti per decenni. È uno dei  dispositivi di addestramento più efficaci e più sicuri per gli addominali. Si può utilizzare per effettuare diverse varianti di esercizi addominali.


mercoledì 29 maggio 2013

Le nuove armi contro il mal di testa... Ad ogni tipo di emicrania corrisponde una diversa personalità

Per il mal di testa i pazienti non avranno più solo farmaci, ma probabilmente anche una sorta di rasoio elettrico da passare sul collo, o uno speciale braccialetto da applicare ai polsi. Le nuove armi anti-cefalea arrivano dal convegno «Pain, Emotion and Headache» (Dolore, emozione e cefalea) di Stresa, dove ogni due anni, il Centro Cefalee dell'Istituto Neurologico Besta di Milano organizza un incontro che richiama specialisti di fama internazionale, come il professor Alan Rapoport della Ucla di Los Angeles, presidente dell’International Headache Society. Tutte queste innovazioni non sembrano, però, ancora in grado di intaccare la vera causa del mal di testa: il tentativo del cervello di recuperare l'equilibrio omeostatico perduto. «Nel nostro cervello gli impulsi nervosi periferici raggiungono un'area chiamata insula, una centralina dove vengono messi in ordine, creando ciò che riconosciamo come il nostro stato di normalità, che è, in sostanza, l'omeostasi del l'organismo — spiega Gennaro Bussone, presidente del congresso e direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche del Besta —. Il dolore emicranico è il frutto di un'alterazione di questo equilibrio omeostatico. Tutti siamo consci della nostra normalità, e se si altera ce ne accorgiamo, perché l'insula è collegata alla corteccia cingolare che elabora emotivamente la situazione di squilibrio, producendo in risposta ciò che percepiamo come dolore. Ed essendo una risposta emotiva, il mal di testa cambia a seconda della personalità di ognuno».
L’emicrania è, infatti, la risposta di dolore di un soggetto «passivo», mentre chi tende a rispondere allo squilibrio con un atteggiamento di «attacco e fuga» sviluppa la cefalea a grappolo. Anche la reazione al mal di testa stesso cambia, coerentemente, a seconda della personalità del soggetto. Spiega Bussone: «Se si sviluppa dolore emicranico, il cervello risponde riducendo le attività e facendo addirittura rifugiare il paziente nel sonno. In pratica, l’emicranico, che è un "passivo", aspetta in un angolo che passi la tempesta. Chi invece sviluppa cefalea a grappolo (il peggiore dei mal di testa, tanto da essere definitocefalea da suicidio) ha reazioni opposte, di esasperata agitazione. In pratica, è un soggetto che "scappa" dal dolore». «I diversi tratti di personalità non solo ci dicono quale cefalea si svilupperà, — prosegue Bussone — ma anche se un certo trattamento funzionerà o se si rischia di cadere nella cronicità e nella spirale dell'abuso farmacologico. Se il dolore diventa cronico, cambia addirittura l'assetto recettoriale delle vie del dolore: ma questo cambiamento è legato all'abuso di farmaci, non alla malattia. In donne con emicrania cronica che abusavano di farmaci la risonanza

magnetica funzionale ha rivelato che le aree cerebrali parietale posteriore e somato-sensitiva primaria erano ipoattive, ma, una volta ridotta la terapia, sono tornate normali».
Neurostimolatori esterni come quello presentato a Stresa, che non necessitano di interventi di posizionamento neurochirurgico e sono gestiti dal paziente, potrebbero essere un’opportunità che non espone all'abuso. Resta comunque basilare l'opera di educazione del paziente da parte del medico: «Occorre innanzitutto addestrare i pazienti — raccomanda, infatti, la dottoressa Licia Grazzi, del Besta che, con i colleghi del San Raffaele di Roma diretti da Piero Barbanti, ha condotto il primo studio italiano (su una trentina di persone, di età compresa tra 18 e 65 anni) col nuovo strumento, chiamatogammacore —. Solo così si riducono gli errori da scorretto impiego e si infonde tranquillità al paziente, aumentando significativamente le possibilità di successo». L'apparecchio, delle dimensioni di un cellulare, va collocato sul lato destro del collo, in corrispondenza con il nervo vago; lo strumento emette quindi microstimoli elettrici che, tramite il nervo vago, risalgono alle aree cerebrali riequilibrandole elettricamente. «I dati, ancora preliminari, sembrano promettenti e confermerebbero i risultati di precedenti studi condotti negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Germania — precisa il professor Barbanti —. I pazienti acquisiscono facilmente dimestichezza con il metodo e la sua tollerabilità pare ottima, anche se possono presentarsi involontarie contrazioni della muscolatura facciale inferiore per errori di posizionamento dello strumento».
Errori di posizionamento possono verificarsi anche con lo strumento studiato da Giovanni Allais, responsabile del Centro Cefalee della donna dell’Ospedale Sant'Anna di Torino, per migliorare l'emicrania associata a nausea: un braccialetto peracupressione, simile a quelli usati nella nausea da viaggio. Se collocato correttamente su un determinato punto del polso (il cosiddetto agopunto PC6, punto noto nella medicina cinese), questo braccialetto elimina in oltre l'80% dei pazienti la nausea, sintomo questo che più spesso si associa all’emicrania (dal 73% a oltre il 90% dei casi), peggiorandola e facendo ritardare l'assunzione dei farmaci per bocca (che invece vanno sempre presi ai primi sintomi del l'attacco).

martedì 28 maggio 2013

L'alimentazione contro il gonfiore addominale

(LaPresse) - La pancia piatta è un miraggio per molti, un'aspirazione difficilmente raggiungibile per gran parte di donne e uomini. L'addome gonfio può accadere anche se non abbiamo fatto strappi alla dieta. La risposta, più spesso di quel che si possa pensare, sta in quello che mangiamo. Ma come ci sono cibi che provocano il gonfiore addominale (dal latte ai grassi, dai legumi ad alcuni tipi di verdure) ci sono anche i cibi che sgonfiano per liberarci da quella fastidiosa sensazione di pesantezza. 

Prima di tutto bisogna mettere a posto il nostro stile di vita e adottare in modo disciplinato l'abitudine di dedicare mezzora al giorno all'attività fisica. Un po' di esercizio all'aria aperta, ora che è iniziata la bella stagione, una corsetta e, perché no, qualche flessione addominale, è necessaria per mantenerci in forma: aiutare la circolazione, sviluppare i muscoli e ossigenare il fisico ci aiuta a bruciare qualche chilo, a tenere una postura più corretta e meno rilassata a livello addominale.

Per quanto riguarda l'alimentazione, invece, la prima regola è correggere le cattive abitudini alimentari che creano ritenzione idrica e costipazione. E' bene selezionare i cibi che con le loro proprietà anti gonfiore ci aiutano a farci sentire meglio, più libere e leggere. 

Anzitutto, le pietanze devono essere cucinate con metodi leggeri, alla griglia o al vapore, senza l'impiego di grassi. Sono bocciati i condimenti ricchi e piccanti e in generale tutti i cibi ipercalorici. Tra questi anche i latticini. Con una sola eccezione.

Infatti, lo yogurt è un buon alleato contro la pancia gonfia. Aiuta la digestione e il benessere dell'organismo in generale perché è ricco di probiotici di vari tipi, come il lactobacillus, il bifidus e l'acidophilus, che aiutano la regolarità intestinale. Meglio però preferire gli yogurt senza zuccheri aggiunti. 

Le fibre sono importantissime. Semaforo verde per cereali integrali, verdure, noci e semi. Semi di lino, di girasole, zucca e sesamo, alti nel contenuto di fibre stimolano il metabolismo. Il riso è meglio consumarlo integrale, così come il pane.

Tra le verdure, portentosi sono gli asparagi: bassi nel contenuto calorico e alti nelle fibre contenute, hanno proprietà diuretiche e depurative e inoltre sono ricchi di potassio. 
Ravanelli, rucola, finocchi sono altre verdure ricche di acqua quindi contro il gonfiore intestinale e la ritenzione idrica. Conviene, se non si è abituati a mangiare tante fibre, aumentare gradualmente la quantità per far sì che l'apparato digerente sviluppi un'adeguata tolleranza. 
I carciofi sono una delle verdure anti-gonfiore per eccellenza. La cinarina protegge il fegato favorendo la digestione. Vanno bene sia cotti sia crudi in insalata.
I finocchi sono ottimi aiutanti per mantenere il ventre piatto. Combattono la stitichezza e la fermentazione resta sotto controllo. 
Il cavolo è un valido aiuto per alleviare le irritazioni intestinali.

Anche la frutta è un toccasana, in prima linea l'ananas, che aiuta a depurare l'organismo, sollecita l'intestino pigro, e inoltre dà una mano anche alla digestione. 
Le fragole ricche di vitamine e minerali stimolano la diuresi e hanno un'azione depurativa e disintossicante. Come i kiwi, che oltre a essere un frutto tra i più ricchi di vitamina C sono eccezionali per tenere a bada il gonfiore addominale. Ma anche la meno consueta papaya che risulta essere alta nel valore nutrizionale e nemica della pancia gonfia. 

E poi, come sempre, acqua in abbondanza: idrata l'organismo, favorisce la digestione e la diuresi. Ricordiamoci la regola fondamentale: è bene berne almeno 8 bicchieri al giorno.

Gli alimenti amici della pelle: cosa mangiare per essere più belle

(LaPresse) - Siamo quello che mangiamo, e questo vale anche per la nostra pelle. La bellezza passa prima di tutto attraverso anche gli alimenti di cui ci nutriamo. E per una pelle sana e luminosa, una dieta equilibrata è fondamentale. La pelle è il nostro organo più esteso, e come tutto il resto del corpo dipende da una corretta alimentazione. Gli acidi grassi essenziali, gli antiossidanti e i minerali come ferro e zinco possono contribuire a renderci più belle. 

Per una pelle più morbida, mangiamo fragole, agrumi, kiwi, peperoni, broccoli. La vitamina C in essi contenuta è vitale per la formazione e la produzione di collagene, la proteina che supporta la struttura della cute. E dato che la pelle invecchiando tende a diminuirne la produzione e quindi ad assottigliarsi, il contributo alimentare aiuta a rendere più elastica la cute e a diminuire la formazione di rughe.

Per incentivare la naturale protezione dai raggi del sole, consumiamo mandorle, semi di girasole, olio d'oliva: tutti alimenti ricchi di vitamina E, nutriente essenziale per l'uomo e potente antiossidante liposolubile. Se gli antiossidanti proteggono la pelle dai radicali liberi generati dai raggi UV, e in questo la vitamina E è la nostra principale alleata: gli strati superiori della cute ne contengono livelli elevati rinforzando le cellule. 

Per una pelle più tonica e per abbronzarci meglio, mangiamo verdure rosse, arancioni e a foglia verde.Abbronzanti naturali, carote, radicchio e spinaci sono ricchi di antiossidanti e beta-carotene che i corpo converte in vitamina A, il cui effetto è la produzione e il ricambio cellulare. Inoltre i carotenoidi che contengono possono diminuire la sensibilità al sole.

Per un aspetto giovanile consumiamo alimenti con ferro e zinco: sono fonti di zinco le ostriche, la carne bianca e rossa, diversi tipi di semi e cereali integrali (germe di grano, girasole, zucca, sesamo, papavero, pinoli); il ferro si trova in carne e pesce, in fagioli, tofu e ceci. Antiossidante, lo zinco contribuisce alla produzione delle cellule e alla sostituzione, mentre il ferro è fondamentale perché i globuli rossi diano ossigeno alla pelle. 

Per contrastare le rughe servono gli omega-3, acidi grassi esenzioni per l'integrità delle membrane cellulari. Spesso indicati anche come vitamina F, si trovano principalmente nel pesce, nell'olio di pesce, nei crostacei, nelle noci e negli oli vegetali. Hanno capacità anti infiammatorie, contro gli effetti negativi di sole e dallo stress, e combattono i radicali liberi, che appunto contribuiscono all'invecchiamento della pelle. 

Per diminuire le imperfezioni consumiamo cereali e in generale carboidrati integrali: una dieta a basso indice glicemico, senza alimenti raffinati, può ridurre l'acne. ProbabILmente perché alimenti a basso indice glicemico mantengono l'insulina stabile, mentre carboidrati raffinati e gli zuccheri ne causano invece picchi: un effetto che può causare brufoli.

Infine, anche se suona ovvio non lo si ribadisce mai abbastanza: per una pelle idratata la base è bere. Le cellule sono composte principalmente di acqua, e se si è disidratati l'effetto si vede, con desquamazione e secchezza della pelle. Oltre all'acqua, la migliore bevanda che si può consumare è il the verde, date le sue proprietà anti-infiammatorie e disintossicanti. E con l'estate non perdiamo l'occasione di consumare frutta e verdura ricca di acqua, come angurie, meloni, cetrioli, lattuga, pomodori. La nostra pelle ci ricompenserà splendendo.