Non è giusto leggere su Facebook “Fabiana adesso sei un angelo, riposa in pace“”. Fabiana non avrebbe dovuto ancora riposare e tanto meno essere un angelo, Fabiana avrebbe dovuto vivere, soffrire, combattere e tirare fuori le unghie e i denti come facciamo noi tutti i giorni.
Non serve “liquidarla” con una pagina e lei dedicata. Fabiana avrebbe dovuto poter ancora oggi scrivere i suoi commenti, i suoi stati e le sue risate, le sue ansie, Fabiana avrebbe dovuto essere viva. Invece Fabiana è stata accoltellata e abbandonata in campagna. Il suo assassinoè tornato dopo due ore, e quando lei non era ancora morta, l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco. Quale poteva essere la sua colpa a soli 15 anni? Quale poteva essere invece l’indifferenza di D. M. che l’ha accoltellata, poi è ritornato DUE ORE dopo e le ha dato fuoco, ed infine se ne è andato in giro come se niente fosse? E’ così facile sopprimere un nostro simile? E’ così semplice levarlo dal mondo e poi andare a fare una passeggiata per le vie del paese?
La violenza non potrà mai trovare una giustificazione, noi non apparteniamo a nessuno se non a noi stessi. Non c’è gelosia, dissapore, litigio che possa MAI giustificare azioni così spregevoli e meschine come uccidere un altro essere umano. Solo la debolezza e la cattiveria possono far compiere queste azioni. Ma chi le compie non può certo venire considerato UOMO. E’ solo un essere insicuro ed insignificante che ha un unico modo per dimostrare la sua forza: uccidere. Non riesce neanche a farmi pena. Il popolo di Facebook chiede giustizia: ”deve pagare col massimo della pena seno ci penserà il popolo a fare giustizia!!!” -” Cosa fanno 30 anni di carcere dopo che ha tolto la vita a una ragazza che aveva una vita davanti?” - ”E solo un bastardo lo ucciderei e lo impiccherei e bruciato si merita“.
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